Tag: Che Tempo Che Fa, Fabio Fazio, informazione, Marco Travaglio, politica, Schifani
Questo post è stato pubblicato il 11 Maggio 2008 alle 7:35 pm ed è archiviato in partito democratico, politica. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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11 Maggio 2008 alle 8:10 pm
Credo che Travaglio abbia semplicemente fatto il suo dovere.
11 Maggio 2008 alle 8:49 pm
..penso che il PD abbia sbagliato a prendere questa posizione in questo caso!..mi trovo d’accordo con quanto ha dichiarato di pietro, che si è schierato proTravaglio..
11 Maggio 2008 alle 10:54 pm
Penso che il gruppuscolo dirigente del PD sia legato mani e piedi con il Signore delle Banane e il suo entourage di mafiosi e veline. E’ per questo che l’attacco al giornalista Travaglio - reo di aver divulgato una notizia di interesse generale -, partito in primis dalla bocca dell’influente signora Finocchiaro, non mi stupisce affatto.
Poveri italiani, scivolare in un regime comodamente seduti in poltrona col telecomando in mano…
http://ale1980italy.wordpress.com/2008/05/11/prove-di-regime-censurare-il-giornalis
12 Maggio 2008 alle 11:58 am
Travaglio ha detto semplicemente la verità.
Se uno non la può dire, come può l’Italia essere uno Stato democratico?
12 Maggio 2008 alle 1:02 pm
Se il PD continua così, al governo rimarrà la destra per altri vent’anni.
12 Maggio 2008 alle 1:27 pm
C’è aria di secondo editto bulgaro. Questa volta senza opposizione.
12 Maggio 2008 alle 3:08 pm
ha ragione Travaglio alla grande.
In Italia c’è liberta di parola, basta che nessuno ti ascolti: tutte le cose che dice Travaglio si trovano nei libri senza censura, ma appena qualcuno si azzarda a invitarlo in Tv e lui inizia a parlare si scatenano denunce, polemiche e querele.
Come ha detto Travaglio da Fazio alla domanda “quante denunce hai preso per questo libro” la risposta di Travaglio è stata: “chi mi fa le querele di solito non legge i miei libri”.
Fazio è peggio di uno zerbino.
12 Maggio 2008 alle 3:18 pm
A me dispiace che la classe dirigente del PD si sia tuffata in soccorso al povero Schifani. È vero che Annuzza ha il dente avvelenato perchè Travaglio ha svelato che il programma per le regionali in Sicilia glielo ha scritto Salvo Andò, ma queste prese di posizione se le può risparmiare.
Perchè poi mi viene da chiedere: “Signora Finocchiaro, Marco Travaglio ha raccontato fatti veri o falsità?”
Se i fatti riportati nella trasmissione sono falsi, siete pregati di querelarlo immediatamente!
Però c’è un aspetto da considerare: per vincere le cause, conviene avere ragione!
12 Maggio 2008 alle 3:37 pm
Niente di nuovo sotto il sole, andate a leggere cosa scrive L’Espresso del 30 aprile, (lo anche trovate su “Cinecittà, così la borgata rossa ha voltato le spalle alla sinistra” di questo sito) soltanto che qusta volta è stato detto in televisione e questo ha veramente dato noia, si sà fino a che è scritto sui giornali, che la gente non legge, le notizie non fanno rumore, mentre il malefico schermo arriva a segno ed è dirompente.
I fatti, come è scritto, si riferiscono agli anni novanta ma non per questo sono irrilevanti, con molta probabilità Schifani non era completamente a conoscenza deim soggetto con cui aveva a che fare, nonostante mi rimanga il dubbio sul tentativo dello stesso di modificare la legge sui beni sequestrati con cui i mafiosi potevano ritornare in possesso dei loro beni senza difficoltà.
L’associazione Libera lanciò l’allarme, per altro inascoltato, ma per fortuna la Magistratura riusci ad arginare il danno.
Se mai il Presidente Schifani dovrebbe spiegare meglio questo ultimo provvedimento che porta la sua firma.
Per il resto Travaglio fà il suo mestiere, forse la gente ha dimenticato tutte le rivelazioni giornalistiche che sono avvenute ed avvengono all’estero, non per ultime le notizie che ruguardano i passati dei candidati americani, dove veramente si fanno le pulci a tutti.
Ma si sa in Italia molti politici non gradiscono questo sistema anzi preferiscono ammantarsi di candore anche se poi vengono fuori le leggi particolari.
Ritornando al tema, ritengo che Travaglio non ha nulla da nascondere, quello che dice è sempre documentatatissimo, solo che punge troppo e per questo è nel mirino dei potenti.
12 Maggio 2008 alle 3:57 pm
In Italia c’è un male nell’informazione: l’omertà.
12 Maggio 2008 alle 4:08 pm
Lo ammetto.
Sto dalla parte di Marco Travaglio e di Michele Santoro, ed esprimo la mia solidarietà a loro e a tutti i giornalisti che talvolta rischiano la vita perchè fanno il loro dovere.
Dovere, che è quello di informare correttamente i cittadini, facendo i “cani da guardia” della democrazia. E no di certo quello di compiacere i potenti e i politici di turno, facendo i loro cuccioli da compagnia. Prendendo le distanze dalle domande impertinenti e dalle costatazioni scomode.
I fatti di cui Travaglio ha parlato da Fazio sono ampiamente raccontati nel libro del 2007 di Peter Gomez e Lirio Abbate, ripresi nella scheda dedicata al neopresidente del Senato Renato Schifani dall’ultimo libro “Se li conosci li eviti” uscito ad aprile di quest’anno.
Sinceramente, mi sarei aspettato che all’indignazione scontata del Popolo delle Libertà, che porterà molto probabilmemente verso un secondo editto bulgaro, facesse da contraltare una pacata (non chiedo di più a chi sta facendo del buonismo, l’arma vincente per far rinascere il centrosinistra) richiesta di chiarimenti da parte del Partito Democratico.
Non un’acritica adesione a quanto detto da Marco Travaglio. Ma quantomeno una richiesta a Renato Schifani, Presidente del Senato, di voler chiarire ed eventualmente smentire quanto detto dal giornalista a proposito delle sue frequentazioni e dei suoi rapporti d’amicizia o d’affari con condannati per mafia. Il tutto nell’interesse della credibilità della Repubblica e delle più alte cariche dell stato.
Invece, Anna Finocchiaro, Luciano Violante, Renzo Lusetti, Luigi Bobba e Marco Follini, hanno solo stigmatizzato il comportamento del giornalista e del servizio pubblico. Dicendo che senza contraddittorio certe cose non si possono dire. Come se al Presidente del Senato, mancassero le opportunità di intervenire, anche a reti unificate.
Finora Schifani non ha smentito nulla. Nella prontissima intervista riparatoria al TG1, si è limitato a dire che qualcuno vuole minare il dialogo. Mi pare davver poco.
Sinistra? Se ci sei, batti un colpo.
http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2008/05/12/caso-travaglio-o-caso-schifani/
12 Maggio 2008 alle 5:32 pm
Ah siamo arrivati al punto di chiederci chi ha ragione?
Travaglio ha citato dei FATTI.
12 Maggio 2008 alle 7:22 pm
Penso che il gruppuscolo dirigente del PD sia legato mani e piedi con il Signore delle Banane e il suo entourage di mafiosi e veline. E’ per questo che l’attacco al giornalista Travaglio - reo di aver divulgato una notizia di interesse generale -, partito in primis dalla bocca dell’influente signora Finocchiaro, non mi stupisce affatto.
Poveri italiani, scivolare in un regime comodamente seduti in poltrona col telecomando in mano…
http://ale1980italy.wordpress.com/2008/05/11/prove-di-regime-censurare-il-giornalista-libero-marco-travaglio/
13 Maggio 2008 alle 10:31 am
Dopo “La scomparsa dei fatti”, siamo a “Il travisamento dei fatti”, al fare apparire ciò che non è. Non si può disturbare Renato Schifani solo perché è la seconda carica dello Stato? A maggior ragione dovrebbe essere chiamato a riferire, visto che si parla di FATTI. In fondo, si tratterebbe solo di chiarire in che rapporti è con questi personaggi di mala fama, mica di condannarlo per delle amicizie sbagliate (finchè rimangono solo amicizie, ovvio! Inoltre nell’articolo de “L’Espresso” si parla di affari leciti). Il fatto è che sembra di essere tornati al Medio Evo, quando c’erano le corporazioni: per esempio, ad un chirurgo muore una paziente sotto i ferri in circostanze non chiare, tutta la categoria lo difende a priori, prima ancora degli accertamenti del caso! Qualche poliziotto si rende responsabile di una carneficina, vedi scuola Diaz, tutti i poliziotti fanno quadrato per coprirne le responsabilità (se possibile con la complicità di qualche politico baciapile!)! E ciò vale anche per la politica. Va bene essere garantisti, ma qui si esagera! Per arrivare a sentenza quantomeno ci deve essere un processo. E se lo si nega in nome del “nuovo clima di conciliazione” stiamo freschi! Ma è così difficile capire che è proprio questo atteggiamento che ha allontanato la gente dalla politica? Ciascuno deve prendersi le sue responsabilità e se vi sono delle mele marce, si deve avere il coraggio di allontanarle; ciò non può che giovare all’intera categoria, sia essa quella dei politici, dei poliziotti, dei medici o qualunque altra. Solo la trasparenza, la lealtà e la legalità possono salvare la politica.
13 Maggio 2008 alle 1:01 pm
Q&S
Giusta riflessione