Sulla stampa Grillo sbaglia. Intervista a Sabina Guzzanti

Le ragioni della sinistra, le ragioni del paese, le ragioni di Roma, le ragioni della democrazia: dunque, vediamo, al momento di questo repertorio non ci resta granché. Certo, sono cose che non muoiono mai ma, come si diceva, in scaffale c’è quasi niente in attesa di nuovi arrivi.
Intanto, eccovi Sabina Guzzanti, la regista, autore di satira messa fuori da tutte le tv del regno dai tempi del Primo Impero dei Biechi Blu.
Ecco la prima domanda banale, oggi una specie di bestemmia, se ci pensate, in questi tempi che, tra una sberla e l’altra, hanno omologato il feeling della sinistra all’altezza del locale delle caldaie: come stai?
«Ah, bene, tutto sommato bene. Anzi, direi bene…»
Ok, sei matta come un cavallo…
«Forse sì e forse no. Dopo i risultati elettorali ho visto in tv un bel po’ di gente di sinistra sorridente, senza tracce di un qualche colpo ricevuto. L’altra sera ho rivisto persino Lucia Annunziata in un brodo di giuggiole. Non capisco allora perché noi dovremmo farci il sangue cattivo…»

Ho visto anch’io, da Vespa, scene di una gioia di sinistra, sincera, stabile come un bel giorno di primavera. Beati loro…
«È gente contenta perché in Parlamento si sta bene. Soldi e garanzie, è umano essere contenti. Del resto anch’io, come ti ho detto, sto bene, è come se fossi insensibile…

Sarà per le troppe botte…
«Neanche per sogno. Siamo al capolinea e sono di buonumore, ora diventerà d’obbligo riflettere su cosa significhi oggi essere socialisti…»

E chi se lo immaginava che eri iscritta alla sezione Rosa Luxemburg? Insomma te lo aspettavi che le cose andassero come sono andate…
«Esatto. Lo sapevo che sarebbe successo…»

La prossima volta, via Mannheimer e le sue tabelle e dentro Sabina con le sue profezie, comprese le aragoste…
«Ripeto: era nell’aria, un passo necessario, ora sarà il caso che nascano nuovi soggetti politici…»

Ancora? Magari c’è già qualcuno pronto a celebrare i funerali della prima vera novità del panorama politico italiano, il Partito Democratico…e tu chiedi novità…A proposito: ricordo che avevi annunciato che non avresti votato, questa volta…
«E invece ho votato, anche Pd. Ma non lo voto più, non a queste condizioni. Per me, devono fare autocritica sia i dirigenti del Pd che quelli di Rifondazione: non mi risulta che si siano mai impegnati fino in fondo per far saltare la legge Gasparri, argomento che la sinistra ha accuratamente evitato. Sarà chiaro che una delle chiavi di questa sconfitta, forse la principale, è proprio l’informazione, o meglio la non informazione che ha investito la stragrande maggioranza dei cittadini? Nossingori: questa era la strada per definire l’identità del Pd, della sinistra in generale ma l’hanno evitata. In più, non puoi puntare a chiarire la tua identità ricorrendo al linguaggio della sicurezza che la destra ha elaborato sulla paura. Ma insomma…»

Per quanto riguarda il voto al Pd, sta tranquilla, non credo che te lo chiederanno a breve. Non vedi l’ora che facciano la festa a Veltroni?
«Per niente. Non sono d’accordo con chi addebita a Veltroni la responsabilità di quel che è accaduto. Anzi: era il meglio che si poteva avere, ma era solo, gli altri erano molto peggio e non si può costruire quella forza politica con un uomo solo. Rutelli è meglio che lo lascino stare, ha fatto le sue furbate tra pacs e fecondazione, non piaceva né a destra né a sinistra. Speriamo non lo riciclino, sarebbe una pessima mossa».

Forse non vedi l’ora che facciano la festa all’Unità. Tu che sei stata al primo V-Day e condividi la strategia del Grillo dovresti apprezzare la sua scelta di gettare ai pesci, come ha fatto in pubblico, anche questa testata accusata di succhiare vergognosamente denaro pubblico…
«Beh no. Intanto al secondo V-Day non c’ero e poi Grillo è Grillo e io sono io. Ha pregi e difetti. Su alcune cose concordo, altre non le condivido. Per esempio, sulla questione del finanziamento pubblico della carta stampata io sono perché sia confermato, che vada aggiustato in modo che non aiuti la sopravvivenza di finte testate. Anzi, mi piacerebbe che venisse spostata per legge molta pubblicità dalla tv alla carta stampata e la pubblicità è meglio dei soldi pubblici, non credi?»

Certo che sei dispettosa e impertinente. Col cavolo che torni in tv con questo carattere…
«Senti questa: stavo lavorando a una cosa su La7. Dopo le elezioni hanno mandato a casa il direttore e quindi…»

Poco male, puoi sempre contare sul pesce grosso, la Rai…
«Da dove manco dal 2003, come no. Però ho visto che riabilitano Saccà, ma è evidente che quello che ho fatto io è ben più grave di quello che ha fatto lui…».

Ora capisco il tuo buonumore: tra Berlusconi e Alemanno, Gasparri e La Russa così in prima fila, ti ritrovi un sacco di carne al fuoco, come e più che ai bei tempi. Hai visto qualcuno del nuovo serraglio di fronte al quale ti sei detta: orpo, questo è una miniera d’oro?
«È vero, son tornati. Mi ha colpito Giordano, il direttore del Giornale. Ma è fin troppo facile, un lavoro come si dice di bassa soddisfazione, in due settimane butto giù una sceneggiatura di cinque ore. Abbiamo tutto il tempo per fare le cose con calma».

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