Ieri pomeriggio a Sant’Anna di Stazzema si sono svolte, come nel resto d’Italia, le celebrazioni per ricordare la liberazione dell’Italia dall’oppressione nazista e fascista.
Nel luogo della memoria storica versiliese, teatro di uno dei più tragici eccidi perpetrati nella seconda guerra mondiale sul quale c’è ancora qualcuno che parla senza conoscere ed ignora le sentenze del tribunale militare di La Spezia, si sono ricordate tutte le vittime di allora: 560 fra bambini, donne e anziani che furono trucidati dalla ferocia nazista.
Presenti diverse autorità politiche locali e nazionali, dal ministro per la famiglia Rosy Bindi all’assessore per l’ambiente della provincia di Lucca Maura Cavallaro. A fare gli onori di casa il Sindaco di Stazzema Michele Silicani ed il presidente dell’associazione per le onoranze ai martiri di Sant’Anna Enrico Pieri, uno dei superstiti all’eccidio.
Tantissime le persone provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero che hanno scelto di vivere questa giornata nella riflessione sul nostro tragico passato e su quello che ancora oggi rimane di allora. In giornata è arrivato a Sant’Anna anche un gruppo di persone partite a piedi da Marzabotto: l’altro luogo simbolo delle stragi nazi-fasciste in Italia.
In un breve incontro che si è tenuto nella sala del museo storico della resistenza, intitolato “25 aprile 2008 - La Costituzione, la Resistenza e i valori della famiglia. S. Anna: un eccidio di bambini e donne. La famiglia come impegno e valore” si è parlato di come ancora oggi viene vissuto il 25 Aprile, di chi governerà dai prossimi giorni il nostro paese, che oggi ha scelto di non partecipare ad alcuna manifestazione pubblica, ritenendo che forse si tratta di una festa di una sola parte degli italiani. Si è affermato con forza che il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani, e di uno Stato che, anche grazie a certe tragedie, ha ritrovato nel dopoguerra la via per una legittimazione democratica.
Cariche di emozione le parole di Enrico Pieri, rivolte al simbolo di pace che Sant’Anna porta con sè, non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo.




28 Settembre 2008 alle 8:37 pm
Manteniamo viva la memoria e il rispetto per essa!
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