Pubblichiamo molto volentieri questo articolo a firma di Maurizio Picchi sui provvedimenti adottati dal governo Prodi in materia economica e fiscale e sulla scarsa pubblicità datagli dai mezzi di informazione. Conflitto di interessi: ancora una volta i nodi vengono al pettine.
Sulla pagina dei lettori de “La Repubblica” di sabato scorso, un signore di Genova scriveva che sua madre aveva ricevuto qualche giorno prima una lettera dall’INPS con la quale veniva informata che a Luglio avrebbe ricevuto una integrazione sulla pensione minima di circa quattrocento euro, la cosiddetta quattordicesima. Il lettore si augurava che i pensionati si ricordassero, a Luglio, che questo provvedimento era stato preso dal governo Prodi.
Un dato certo è che gli italiani in generale non si sono ricordati nelle urne, o non hanno ben valutato, molti provvedimenti presi dal governo uscente.
Ne cito solo due: il primo è la riduzione dell’ICI per un vasto numero di famiglie.
Facciamo un esempio. Un immobile di Pietrasanta di categoria A2, rendita annuale 480 euro, pagava fino al 2007 un’ICI annuale di euro 98,00 (euro 49,00 a semestre). Da quest’anno pagherà euro 31,00, pari a euro 15,50 a semestre. Il tanto strombazzato (da Berlusconi) intervento sull’ICI, in realtà Prodi l’aveva già fatto.
Secondo esempio: i contributi per i parasubordinati, passati al 24,72% a partire dal 1° gennaio e la possibilità di utilizzare questi contributi per la totalizzazione con un minimo di tre anni di versamenti.
Quanto hanno pesato questi e tanti altri risultati in campagna elettorale? Quanto ha pesato il fatto che il governo di Prodi in un’anno e mezzo abbia dimezzato il deficit dello Stato italiano che era superiore (con Berlusconi) al 4% e abbia diminuito il debito nazionale di 2,5 punti percentuali, facendo così risparmiare a tutti noi pagamenti enormi di interessi?
E la lotta all’evasione fiscale, che ha dato importanti risultati per la prima volta nella storia della nostra Repubblica?
Possibile che gli italiani abbiano considerato, al momento del voto, quasi solamente i temi della sicurezza e dell’immigrazione, importanti ma palesemente strumentalizzati dalle destre?
Forse un errore l’abbiamo commesso anche noi, come Partito Democratico, nel non valorizzare appieno il lavoro del nostro Governo, i cui risultati del resto cominciano a vedersi con nettezza solo ora.
Per ritornare a quanto ha scritto il lettore de “La Repubblica”, voglio fare solo una piccola precisazione. Quella lettera ai pensionati è arrivata martedì 15 aprile, il giorno dopo le elezioni. E’ solo una coincidenza?
Maurizio Picchi
Componente della segreteria PD di Pietrasanta
Tag: partito democratico, pd, pietrasanta, Prodi
22 Aprile 2008 alle 9:55 pm
Condivido ciò che ha detto Maurizio,infatti credo che l’errore del PD sia stato quello di non valorizzare ciò che di buono è stato fatto,diversamente dalla destra che con toni martellanti da sempre non fa altro che lodarsi e vantarsi.Sono 2 modi diversi di far politica,e la destra ha sempre creato grandi clamori mentre la sinistra ha un atteggiamento più umile e meno rumoroso.Ma è inutile le cose martellanti rimangono più impresse agli elettori e credo che il PD debba impegnarsi di più nel trasmettere le varie questioni alle persone.Non c’è però da dimenticare che Berlusconi ha un grande impatto mediatico sul “pubblico”!