Lombardi: “L’(in)utilità della patrimoniale va discussa anche in Consiglio Comunale”

Hanno discusso due anni per definire il progetto sulla società patrimoniale e a noi dell’opposizione ci hanno presentato la documentazione solo sette giorni prima dell’approvazione in consiglio. Ogni commento sul metodo adottato dalla maggioranza mi sembra superfluo.
Preso atto che, come suggerito, l’iter della patrimoniale non è passato dalla commissione bilancio e che emergono rilevanti poteri gestionali del cda, in contrasto con una sentenza del Consiglio di Stato, ci vengono spontanee diverse domande. Chi controlla la società in questione? Il Comune? Ma se il referente è sempre il sindaco, le opposizioni non hanno in questo contesto alcuna voce in capitolo.
E ancora, quale rappresentatività avranno da oggi gli assessori al bilancio, alle finanze e alle attività produttive, visto che la nuova società potrà realizzare aree urbane, gestire servizi e reti, acquisire, restaurare, alienare, fare da cassaforte pubblica?
In poche parole siamo di fronte a più società in una, con scelte di fondo già discutibili, come togliere la sede dei macelli pubblici da una parte per realizzarla altrove, oppure costruire in un altro spazio i magazzini comunali, o ancora, chiudere un asilo nido che ben funziona come lo Scubidù, per ripensarlo in una nuova sede. E poi non mi è stata data risposta sui conti complessivi previsti in entrata e in uscita, così come non c’è chiarezza sull’assunzione del personale e, per intendersi, sui criteri di gestione.
Troppi punti interrogativi, che ci impegnamo a riconsiderare, per un progetto che prima di essere sottoposto al voto del consiglio comunale doveva essere discusso anche nelle sedi istituzionali.

Domenico Lombardi
Capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale

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Una Risposta a “Lombardi: “L’(in)utilità della patrimoniale va discussa anche in Consiglio Comunale””

  1. Maurizio Dice:

    A cosa serve “Pietrasanta Sviluppo”, la cosidetta società patrimoniale del Comune di Pietrasanta?
    In realtà, come ha ben spiegato il capogruppo del Partito Democratico Lombardi, non è solo una patrimoniale, ma anche una società commerciale che si propone di gestire servizi per il Comune di Pietrasanta e non solo, e che prevede di operare anche al di fuori del territorio, in evidente contrasto con la normativa che limita la possibilità per i Comuni di costituire società di questi tipo.
    La normativa italiana ed europea in materia di concorrenza prevede infatti che l’affidamento diretto di servizi da parte del Comune (”in house”) dovrebbe avvenire eccezionalmente e per attività precise e limitate, e non è questo il caso di una società che praticamente avrebbe capacità di azione quasi illimitate.
    La stessa normativa prevede che l’affidamento diretto possa avvenire solo nel caso che il Comune eserciti sulla società un “controllo analogo” a quello esercitato sui propri uffici. Il “controllo analogo” da parte del Comune deve avere come corrispondenza una limitata operatività da parte del Consiglio di Amministrazione che non è assolutamente prevista dallo Statuto della spa.
    Ci sono molti pronunciamenti espliciti del Consiglio di Stato in materia che sono stati volontariamente ignorati dalla maggioranza di centrodestra che amministra il Comune.
    Torno allora alla domanda di partenza: a cosa serve Pietrasanta Sviluppo?
    Credo ci siano due risposte molto semplici:
    1) serve ad espropriare il Consiglio Comunale di tutta una serie di prerogative e di possibilità di controllo, che passano direttamente nelle mani del Sindaco come unico componente l’Assemblea della Società
    2) serve ad utilizzare altri tre posti nella scacchiera del potere dell’attuale Sindaco. Non a caso il Presidente della Società doveva essere un ex assessore indagato e che non si sapeva dove collocare. Ma le dimissioni di un’altro assessore hanno liberato il posto in Giunta e dunque ora il posto è libero e a disposizione di un fedelissimo.
    Mi pare che, di fronte alla gravità della vicenda e alla probabile illegittimità della costituzione di Pietrasanta Sviluppo, i gruppi consiliari di opposizione dovrebbero valutare la possibilità di un ricorso nelle sedi appropriate.

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